Dungeon Factory colpisce ancora!

Pensavate mi fossi scordato del progetto Dungeon Factory? Bé dovrete ricredervi!
Eccomi infatti tornare alla carica con una nuova parte della fortezza nanica, il piano d’ingresso.
Ci è voluto un po’ di tempo, anche perché si tratta di uno dei livelli più estesi del dungeon, con oltre 30 stanze, ma alla fine sono riuscito a venirne a capo.

Penso si tratti di un livello interessante, sebbene sia particolarmente denso di incontri, specie in alcune zone. Le idee di base erano due: quella di presentare un tipico “primo livello” di un dungeon, con qualche twist, e quella di far capire immediatamente agli avventurieri che i sotterranei della fortezza nanica non sono da prendere alla leggera.

I giganti all’ingresso sono messi lì per costringere i giocatori fin da subito a pensare alle loro azioni per spingerli a trovare soluzioni non convenzionali. In un combattimento diretto possono annichilire senza battere ciglio praticamente qualsiasi party di livello medio-basso, per cui gli avventurieri dovrebbero pensarci su due volte prima di ingaggiare battaglia con loro.
Inoltre, una volta che il party è entrato, il gruppo di giganti svolge un’altra funzione: blocca loro l’uscita, precludendo (o rendendo molto svantaggiosa) agli avventurieri la possibilità di tornare in città per riposarsi, assoldare nuovi mercenari e riequipaggiarsi. Un modo abbastanza semplice per conferire all’esplorazione del dungeon un’atmosfera ancora più disperata.
Ah, per Gimring, il capo dei giganti, ho usato questa mia vecchia tabella.

Come dicevo sopra, i mostri all’interno del dungeon tendono ad essere concentrati in alcune zone. In alcuni punti ciò rende veramente difficile per gli avventurieri ricorrere esclusivamente alla forza per proceder, visto che potrebbero facilmente ritrovarsi circondati da nemici provenienti da ogni lato.

Infine, buona parte delle ricchezze del livello sono in mano ad un PNG un po’ particolare, che potrebbe rivelarsi tanto un alleato, quanto un acerrimo nemico dei PG…

Buona giocata e fatemi sapere cosa ne pensate!

Dungeon Factory – Livello A

La mia “Appendix N” Cyberpunk

 Conosciamo tutti l’appendice N del buon vecchio Gygax, sicuramente ottima per quanto riguarda il genere fantasy, ma come siamo messi con il cyberpunk? Che ne dite di qualche consiglio per gli acquisti? No?
Beccatevi comunque la mia lista di fonti di ispirazione per le campagne cyberpunk!
Cominciamo coi…

LIBRI

– William Gibson, Neuromante: se il genere vi è nuovo, cominciate da qua. Gibson è considerato il padre del cyberpunk e Neuromante, assieme agli altri romanzi ad esso collegato e alle antologie come “La notte che bruciammo Chrome”, è un ottimo punto di partenza per catapultarvi nel mondo dei cowboy virtuali e delle megacorporazioni.

– Bruce Sterling (a cura di), Mirrorshades: un altro classico del genere, questa breve antologia può essere un’altra buona introduzione al cyberpunk.

– George Alec Effinger, Senza Tregua.

– Neal Stephenson, Snow Crash: un’ottima decostruzione del genere cyberpunk.

– Bruce Sterling, Giro di Vite contro gli Hacker: un fantastico saggio sulla storia del movimento cyberpunk, la nascita del cyberspazio (quello vero), e degli hacker.

– Haruki Murakami, La fine del mondo e il paese delle meraviglie: quasi più un dafuqpunk che cyberpunk…

FUMETTI

– Enki Bilal, La Fiera degli Immortali.

– Nihei Tsutomu, Blame!: dichiaratamente ispirato a Bilal, fra l’altro.

– Kishiro Yukito, Alita: la prima serie, quella più recente non mi è piaciuta per niente.

– Katsura Masakazu, Video Girl Ai: più o meno… la tecnologia delle VHS è un po’ “antiquata”, ma la tematica è una delle più esplorate all’interno del genere.

– Shirou Masamune, Ghost in the Shell

FILM

– Ridely Scott, Blade Runner.

– James Cameron, The Terminator.

– Gabriele Salvatores, Nirvana: probabilmente il film col “feeling” più cyberpunk che sia mai stato fatto.

– Robert Longo, Johnny Mnemonic

– John Carpenter, 1997:Fuga da New York: Snake è IL runner per eccellenza

– Tsukamoto Shinya, Tetsuo: da far vedere ai giocatori prima che decidano gli impianti per i loro PG…

– Mark Neveldine & Brian Taylor, Crank: è praticamente una trama pronta per una delle vostre avventure. Per una versione un po’ più “cyber”, andate con Crank 2: High Voltage

– Darren Lynn Bousman, Repo! The Genetic Opera: Zydrate comes in a little glass vial…

– Paul W.S. Anderson, Resident Evil (: Qualsiasi), corporazioni malvagie  cyborg, intelligenze artificiali,… direi che ci siamo.

– Richard Linklater, A Scanner Darkly – Un oscuro scrutare: da guardare nel caso vi sentiste troppo felici e fiduciosi nell’umanità.

– Oshii Mamoru, Avalon

– Neil Blomkamp, District 9

– Dylan McDermott, Hardware, di questo potete guardarvi anche solo la scena con Lemmy e dimenticare il resto del film.

– Cristopher Nolan, Inception: realtà virtuale, ma senza il cyber

– Kathryn Bigelow, Strange Days

ANIMAZIONE

– Oshii Mamoru, Ghost in the Shell: il primo lungometraggio, il seguito e la serie “stand alone complex”.

– Otomo Katsuhiro, Akira: seminale

– Nakamura Ryutaro, Serial Experiments Lain: uno dei mindfuck anime per eccellenza, comincia ad inquietarvi ancor prima che inizi la sigla

– Katayama Kazuyoshi, Appleseed

– Kon Satoshi, Paranoia Agent: non è affatto un anime cyberpunk, per via della completa mancanza di elementi teconologici, ma i temi portanti della serie possono essere facilmente trasposti in uno scenario cyberpunk

La mia “Appendix N” ovviamente non è completa. Ho sicuramente dimenticato qualcosa ed ho volutamente tralasciato alcune opere che tradizionalmente vengono considerate seminali (tutte quelle di Dick, per esempio). Come l’Appendice N originale, però, la mia non vuole essere una lista esaustiva, ma piuttosto suscitare l’interesse e spronare gli interessati alla ricerca.
E se vi viene in mente un titolo da aggiungere alla lista, postatelo nei commenti!